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AVVISO CONCERTO GIOVANI 03/01/2009

Domani 4 gennaio 2009, dopo la Messa delle ore 19.00, concerto dei giovani.

Non mancate!

 



PADRE GIANNI MANCO - MESSAGGIO DI NATALE. 25/12/2008

Messaggio di Natale di padre Gianni Manco


"... il Verbo si è fatto carne"

È un miracolo d'amore che accese la notte di Betlemme.
Dio, l'Altissimo, l'Onnipotente, il Signore dei Signori,
si vestì della fragilità di un bambino.

Dio ha occhi di carne per vedere,
un volto per essere visto,
gambe per andare incontro
e mani per toccare.

Egli vuole stare con noi,
in mezzo a noi,
affianco a noi.

Venga ancora e sempre ad illuminare
d'amore le nostre notti,
a scaldare di passione le nostre vite,
a riempire della sua forza la nostra fragilità,
a riempire delle sue parole i silenzi delle nostre solitudini.`

Carissimi, vi giungano le semplici, ma accorate e intense parole di questa lirica, con le quali voglio porgere a ciascuno di voi i miei più sentiti auguri natalizi. Sono, fuori di ogni retorica dei buoni sentimenti e della filantropia a buon mercato di questi tempi, auguri che sgorgano dal cuore di un missionario innamorato di Cristo e del Vangelo. Dalla terra messicana e dal suo meraviglioso popolo, vorrei far arrivare a ciascuno di voi un messaggio che nasce dalla meditazione della Parola di Dio di questi giorni e dalla condivisione con le sue grandi, piccole gioie e dolori di ogni giorno. La Liturgia ci invita a invocare il Messia veniente con le sette antifone( Oh Sapienza, Oh Adonai, oh Radice, oh Chiave, oh Oriente, oh Re, oh Emmanuel) che nella tradizione della Chiesa furono lette sempre come un acrostico a partire dalle iniziali latine “domani sarò con voi”. Ecco, queste parole devono sintetizzare lo stile delle nostre vite, vigilanti, speranzose, gioiose e certe che Dio ha sposato la terra e l’umanità e che ha deciso di restarvi per sempre per renderla splendente della luce che viene dall’alto. “Dio si è fatto uomo perchè l’uomo diventasse Dio”, nelle parole dei padri risuona l’ “admirabilis commercium”, del Dio con noi, nel quale e per mezzo del quale ognuno di noi è unito in una maniera che solo occhi di bimbo, cuore innamorato, o semplicità di povero possono scorgere. Beati quelli che sanno contemplare il “Niño Jesus” nascosto nel cuore di quelli che sperano ancora che un’altra umanità è possibile e incarnato nelle piaghe di quanti sono esclusi dal consesso delle persone che contano. Troveranno albe che daranno forza alle loro mani vacillanti e tramonti che offriranno pace ai loro cuori sfiancati. Insieme ai volti di tutte le mamme del Messico che lottano e sperano un futuro migliore per i loro figli in una terra marcata dalla povertà e dalla violenza con le mani alzate verso il cielo con tutti i giovani che vogliono essere artefici di una nuova umanità e con gli occhi risplendenti di dolcezza di tu- tti i bimbi multicolori della meravigliosa “Mesoamerica Quetzalcoaltl e Guadalupana”, vi invio gli auguri di un Natale di pace nella giustizia e un 2009 pieno delle sorprese che solo il Dio della Vita può offrire.
Acapulco 20-12-08 Feliz Navidad
p. Gianni Manco Pime





IL VANGELO DEL SANTO NATALE. 25/12/2008

Lc 2,1-14
Oggi è nato per voi il Salvatore.


In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro «Non temete ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

Parola del Signore

Omelia
padre Antonio Rungi
La luce che emana Gesù Bambino

E’ Natale anche quest’anno e ringraziamo il Signore che ci dona la possibilità e la gioia di celebrarlo in questo anno 2008 che volge al termine. Natale si sa ti prende tutto e prende tutti, nonostante che sembra andare in pensione un modo di celebrare e vivere il Natale come qualche anno fa. Il fascino e la tenerezza di questa festa rimangono intatti anche per gli uomini supertecnologici del terzo millennio dell’era cristiana. La grotta di Betlemme e il Bambino Gesù non può essere clonato e raddoppiato, né riprodotto in forma virtuale.
Natale è e rimane unico come festa e come contenuti ed è a questi contenuti religiosi che ci rifacciamo per celebrare anche quest’anno degnamente il Natale del Redentore dell’umanità. E non c’è modo più bello per celebrarlo che riportarsi davanti al Bambino Gesù e dialogare con lui. Egli ha dato tutto per noi, Egli si aspetta qualcosa da noi. Il Natale non è solo ricevere è soprattutto dare, e dare una cosa più importante rispetto a tutto il resto dare amore e darlo nel modo più pieno ed autentico possibile, senza calcolare pesi e misure, ma facendo spaziare i nostri pensieri, sentimenti ed azioni nel grande mare della bontà e generosità. Come ai tempi del profeta Isaia che guarda al tempo del Messia come tempo di luce, pace e gioia, così ai nostri giorni vorremo che il Natale, ovunque si celebra, possa portare tanta luce, tanta gioia, tanta serenità nella vita delle persone.
Questa umanità deve riscoprire la grande luce che viene da Cristo, unico salvatore del mondo. Se non si riappropria del messaggio che viene da Betlemme difficilmente questa umanità ritroverà le ragioni della speranza e della pace. Si sa che dove c’è Dio davvero c’è tanta pace e serenità. Dove Egli manca del tutto o è stato accantonato per rincorrere idoli di varia natura c’è solo tristezza, malinconia e assenza di prospettiva. Oggi dobbiamo rallegrarci tutti nel Signore perché è nato nel mondo il Salvatore. Oggi la vera pace è scesa a noi dal cielo. E’ questa la verità delle verità, la notizia delle notizie, la novità delle novità che a distanza di 2008 anni ha tutta la sua validità, autenticità e verità.
Di questa grande verità di fede ci parla l’Apostolo Paolo in questa giornata di vera festa per tutti i cristiani. La sua parola assume più rilevanza perché stiamo celebrando l’anno paolino del bimillenario della nascita di Paolo di Tarso. Il programma di vita e risurrezione che reca con se il Natale del Signore sta tutto fissato in questi pochi, ma densi versi di etica personale e sociale. Disattendere ad un simile impegno significa non celebrare degnamente il Natale di quest’anno. Bisogna ripartire dalla moralità personale per auspicare e attendere la moralità di tutti gli altri. E siamo in un tempo che di moralità in senso vero solo pochi possono permettersi di farlo con cognizione di causa e corrispondenza di vita.
Nel racconto della nascita di Gesù così come viene presentata dall’evangelista Luca troviamo il modo più immediato e concreto per rispondere alla chiamata del Signore che viene della Grotta di Betlemme. Questo modo è l’atteggiamento di quanti vanno alla grotta del Signore a partire dai pastori lì presenti a vegliare il loro gregge, fino a giungere ai tre sapienti dell’Oriente, i Re Magi, di cui si farà memoria liturgica nella solennità dell’Epifania.
Dopo essere arrivati al Natale 2008 e aver ascoltato nuovamente il canto degli angeli che riconoscono a Dio la Gloria e la pace agli uomini della terra purché essi vivono in sintonia con questo piccolo, grande Dio che nasce a Betlemme nel grembo purissimo di Maria Santissima. L’atteggiamento migliore è non aver paura di incontrare il Signore nella confessione dei nostri peccati, nell’ascoltare e mettere in pratica la parola di Dio e nella partecipazione all’Eucaristia. Bisogna rimuovere tutti gli ostacoli di natura individuale e comunitaria affinché Cristo entri davvero nella storia di ognuno di noi, come dentro nella vita della sua e nostra dolcissima madre Maria Santissima. Non possiamo assolutamente sbarrare la porta al Signore che viene, mettendo gli ostacoli della nostra presunzione, del nostro egoismo, dell’indifferenza, dell’assenza di un barlume di fede. Quella luce che brillò nella notte di Betlemme deve rifulgere con la stessa intensità nella grotta aperta del nostro cuore e della nostra intelligenza.
L’effetto immediato di questa luce accecante e potente sono bene espressi ed indicati dal profeta Isaia che anche oggi, solennità del Natale, ci sostiene spiritualmente con la parola che sgorga dal cuore di un vero uomo di Dio. La luce di Cristo moltiplica la gioia ed aumenta la letizia, vengono interrotti i vari pesi che opprimono l’uomo, subentra la pace tra le nazioni e tutto acquista un nuovo senso e si dirige verso un nuovo orizzonte, quello di Cristo unico salvatore. Gesù è, infatti, il consigliere mirabile, è il Dio potente, è il Padre per sempre, è il Principe della pace. Il suo potere e la pace non avranno fine. Nel mistero del Verbo incarnato, infatti, è apparsa agli occhi della nostra mente la luce nuova del fulgore di Cristo, perché conoscendo Dio visibilmente, per mezzo suo siamo rapiti all’amore delle realtà invisibili.
In quel natale di 2008 anni fa non eravamo fisicamente presenti all’evento, ma da quell’evento, unico e irripetibile della storia della salvezza siamo nati noi, nuove creature redente dal Salvatore, nato nella piccola e gelida grotta. Non resti freddo il nostro cuore davanti a simile grande mistero della salvezza, ma ognuno viva questo Natale con la consapevolezza che Dio è con noi sempre e non ci abbandona mai, soprattutto nell’ora della prova e del dolore. Buon Natale a tutti nella gioia di questo Gesù che tanta tenerezza ci dona ogni anno in questa santa ed attesa festa dell’amore, della speranza, del perdono e della riconciliazione. Sia il Natale davvero questo festa a cui tutti avvertiamo il bisogno di partecipare e dare il nostro contributo per la sua positiva riuscita in ogni luogo e situazione.




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