PARROCCHIA SAN GIOVANNI BATTISTA
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APPUNTAMENTI SETTIMANALI

 Domenica 
(VALE ANCHE PER I FESTIVI)
S.S. Messa
ore 9:00 - 10:30 - 12:00 - 18:30.

 Lunedì 
S.S. Messa: ore 18:30

 Martedì 
S.S. Messa: ore 18:30

 Mercoledì 
S.S. Messa: ore 18:30

 Giovedì 
S.S. Messa: ore 19:00 a seguire Scuola di preghiera con Gesù eucarestia : ore 20:00

 Venerdì 
S.S. Messa: ore 18:30

 Sabato 
(VALE ANCHE PER I PREFESTIVI)
S.S. Messa: 18:30
- EVENTI E NEWS -


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IL VANGELO DI DOMENICA 20 SETTEMBRE - XXV DEL TEMPO ORDINARIO 19/09/2009

Mc 9,30-37
Il Figlio dell’uomo viene consegnato… Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

Parola del Signore

Omelia
Eremo San Biagio


Dalla Parola del giorno
“Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti.”

Come vivere questa Parola?
È un linguaggio controcorrente quello di Gesù nel vangelo odierno.
La croce, che ci ha invitati a prendere e a seguirlo (vangelo di domenica scorsa) non è solo la sofferenza e la morte che comunque prima o poi arriva, ma è uno stile di vita che oggi ci invita a ‘scegliere’ ciascuno di noi in prima persona quello del servizio e del dono completamente in perdita.
In un mondo che fin dall'adolescienza ci educa ad essere ‘premier’-primi per avere un posto di prestigio e di potere..., la parola di Gesù è un paradosso! Solo gli ingenui e gli ‘idioti’ possono intenderla!
Eppure la parola di Gesù è esplicita "Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti".
Di più! Il padrone stesso si faccia ‘volontariamente il servitore di tutti’!
Questa è una rivoluzione! Ma attenzione una rivoluzione da fare all'interno dell'uomo un cambiamento del cuore.. la rinuncia a dominare gli altri, asservendoli ai propri bisogni. Secondo il vangelo di Gesù primi si può essere solo nel servizio, nel dono di sé, nel gesto d’amore…
Gesù prende un bambino e lo pone in mezzo ecco il bambino è l'emblema della minorità, della secondità, della debolezza. Il bambino non ha nulla da darti, chiede solo che tu lo ami, che tu lo serva… “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me”. Che non ci capiti, per la mania da ‘premier’ che spesso ci prende, di non accogliere Gesù nel povero che stende la mano, nel malato che attende un sorriso, nel depresso che cerca una mano amica. Facciamoci servi dei servi, forse potremo avere la fortuna di incontrare il Servo Gesù!
Nel mio rientro al cuore di oggi, chiedo allo Spirito Santo di illuminare gli angoli bui della mia coscienza, dove si annidano pensieri e sentimenti di potere, di vanagloria, di competitività.

Vieni Spirito purificatore, ridammi ogni giorno la consapevolezza della mia piccolezza e la gioia di poterla mettere a servizio del Regno dei cieli.

La voce di un grande testimone
Tutta la vita dell'uomo in altro non consiste che nel gettare via tutto, nello spogliarsi di tutto e di sé, per essere “preda” di Dio in Cristo, sicché l'uomo non abbia nel mondo più nome, più famiglia, più patria, non professione o ricchezza o sapienza o bontà – più nulla.
Divo Barsotti




CONVOCAZIONE CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE 18/09/2009

Napoli, 18 settembre 2009



A tutti i membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è convocato per

VENERDI’ 2 OTTOBRE 2009, alle ore 19.30 (e comunque al termine della Santa Messa), con il seguente ordine del giorno

• introduzione del parroco
• approvazione verbale seduta dell’11 maggio 2009
• preparazione alla festività di San Raffaele Arcangelo
• aggiornamento sulle altre attività parrocchiali
• varie ed eventuali.

Si raccomanda di non mancare.

Cordialmente.

Il Parroco Don Salvatore Giuliano




IL VANGELO DI DOMENICA 13 SETTEMBRE - XXIV DEL TEMPO ORDINARIO 12/09/2009

Mc 8,27-35
Tu sei il Cristo… Il Figlio dell’uomo deve molto soffrire.

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero «Giovanni il Battista altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

Parola del Signore


Omelia
Paolo Curtaz
Voi chi dite che sia, Gesù?

Ogni anno, puntuale, all’inizio dell’anno pastorale nelle nostre parrocchie, chiusa la parentesi estiva, troviamo lo stesso vangelo opportuno, insistente, destabilizzante.
Non possiamo essere discepoli per abitudine, con stanchezza, lasciando passare anno dopo anno, dimorando nelle nostre consolidate e piccole condotte di vita cristiana non ha dove posare il capo, il nostro Maestro, non vuole cristiani a traino, non gradisce finte devozioni.
La domanda, allora, è posta in maneira diretta.

Cafarnao
I Dodici, gongolanti, hanno tra le mani un futuro di grande carriera politica e religiosa Gesù piace, è credibile, ha successo, gratifica. Intorno al fuoco discutono, si animano, interagiscono. Gesù, defilato, li ascolta, sorride. Poi, come, se nulla fosse, pone la domanda.
La gente chi dice che io sia?.
Si parla molto di Gesù, ieri come oggi.
Sui giornali, nei dibattiti, tra amici, Gesù è un mistero irrisolto, inquietante, difficile da decifrare.
Chi è, veramente, Gesù di Nazareth?
Le risposte le conosciamo un grand'uomo, un uomo mite, un messaggero di pace, uno dei tanti uccisi dal potere.
Tutto vero, ma ci si ferma qui difficilmente si accetta la testimonianza della comunità dei suoi discepoli Gesù è Cristo, Gesù è Dio stesso.
È meglio mantenersi nel vago e rassicurante convincimento che Gesù sia una personalità della storia da ammirare ma che nulla ha a che vedere con la mia vita, meglio gestire il rapporto con Gesù riducendolo a memoria storica, invece che ammettere un'inquietante Presenza.
Meglio dar retta alla teoria di moda per dire sempre e solo una cosa, da duemila anni il Gesù vero non è quello (sconcertante) che vi hanno raccontato…

Lascia stare gli altri
Gesù non ci sta e, a bruciapelo, pone oggi a ciascuno di noi la domanda Voi chi dite che io sia?. Già. E per me? Per me solo, dentro, senza l’assillo di dare risposte sensate o alla moda, senza la facciata e l'immagine da tenere in piedi?
A me, nudo dentro, Gesù che dice? Quante risposte!
Gesù diventa una speranza, una nostalgia, una tenerezza, la tenerezza del sogno dell'’uomo che vorrebbe credere in un Dio vicino, che condivide, che partecipa. Oppure, attenti al rischio catechismo, abbiamo la risposta confezionata “Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio”.
Affermazione “corretta”, ma così lontana dal cuore!
La folla lo aveva riconosciuto il Messia. Così i discepoli, così gli apostoli, così la comunità di Roma a cui Marco indirizza il suo Vangelo.
Ma, in realtà?

Simone e Pietro
Simone osa, si lancia tu sei il Messia.
Risposta forte, esagerata, ardita in nessun modo Gesù assomiglia al messia che la gente si aspetta, così comune, dimesso, arrendevole, misericordioso. Nulla.
Gesù lo guarda, contento, e gli annuncia di essere Pietro, di essere una roccia, dentro di sé.
Simone il pescatore riconosce in Gesù il Cristo.
E Gesù, riconosciuto Cristo, gli restituisce il favore e gli svela che egli è una Pietra.
Se ci avviciniamo a Gesù e lo riconosciamo Signore, subito riconosciamo chi siamo in noi stessi, chi siamo in verità. Dio svela l’uomo a se stesso, sempre.

Cristo secondo Gesù
Gesù subito presenta ciò che significa essere Cristo donarsi fino alla morte.
E qui si resta sgomenti, attoniti, scandalizzati.
Ma come... e allora il Dio onnipotente, efficiente, che interviene a sanare le nostre malattie? Dov’è? Sicuramente c’è, ma dopo essere passato nella scandalosa logica della croce.
Non dite che Gesù è Cristo se prima non siete saliti con Lui sulla croce.
Non osate fare questa affermazione se prima non avete assaporato l’esagerazione e la sofferenza del dono, se prima la vostra vita non è stata arata e scavata dal solco della croce, amici, se prima non avete amato fino a star male, se il vostro cuore non è stato convertito dal dono della compassione. Questa croce che diventa misura del dono, giudizio sul mondo, unità di misura del nuovo sistema di amare il fratello.
Anche Pietro e gli altri dovranno passare per il Golgota prima di entrare definitivamente nella dinamica del Regno. Isaia intuisce e profetizza questa nuova prospettiva di un Messia sofferente e Giacomo ci ricorda che la nostra fede non si ferma alle Parola ma diventa Gesto e che solo così testimoniamo di avere incontrato il Cristo Signore.
Iniziamo così il nostro anno pastorale, il rientro all’attività autunnale chiediamoci, ancora, chi è per noi, oggi, il Signore Gesù.


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