PARROCCHIA SAN GIOVANNI BATTISTA
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APPUNTAMENTI SETTIMANALI

 Domenica 
(VALE ANCHE PER I FESTIVI)
S.S. Messa
ore 9:00 - 10:30 - 12:00 - 18:30.

 Lunedì 
S.S. Messa: ore 18:30

 Martedì 
S.S. Messa: ore 18:30

 Mercoledì 
S.S. Messa: ore 18:30

 Giovedì 
S.S. Messa: ore 19:00 a seguire Scuola di preghiera con Gesù eucarestia : ore 20:00

 Venerdì 
S.S. Messa: ore 18:30

 Sabato 
(VALE ANCHE PER I PREFESTIVI)
S.S. Messa: 18:30
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IL VANGELO DI DOMENICA 27 SETTEMBRE - XXVI DEL TEMPO ORDINARIO 26/09/2009

Mc 9,38-43.45.47-48
Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala.

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

Parola del Signore


Omelia
don Roberto Seregni
Smascherati

Poveri discepoli… Dal Vangelo di domenica scorsa sono usciti proprio un po’ ammaccati! Ma se avete ascoltato con attenzione il brano di oggi, le cose non vanno poi molto meglio…
Leggo e rileggo questo passo di Marco e c’è un versetto che mi tormenta. Spolvero pure il nuovo testamento in greco e vado alla ricerca della traduzione più letterale possibile. Non so se anche voi ci avete fatto caso qual è il motivo che porta i dodici a prendersela con quel tipo che scaccia i demoni nel nome di Gesù? E’ un peccatore pubblico? Si prende tutto il merito? Non fa le cose secondo gli insegnamenti del Maestro? No, cari amici, niente di tutto questo. Marco riporta senza censure la pretesa dei dodici “…perché non ci seguiva”. La settimana scorsa eravamo davanti al protagonismo personale, ora a quello comunitario.
Il cammino con il Rabbì Gesù smaschera i discepoli non solo sul loro “io”, ma pure sul “noi”. Quanti fraintendimenti e povertà quando il “noi” viene sostituito alla Chiesa! Essa ha il suo centro in Cristo e rimanda a Lui, mentre il “noi” porta ad una vuota e triste autocelebrazione. La comunità che pretende di essere seguita, si sostituisce al Risorto, non rimanda a Lui ma solo al proprio sterile protagonismo.
Ecco allora che il Rabbì di Nazareth propone la via della liberazione, il superamento dello scandalo – cioè dell’inciampo - per essere suoi discepoli in pienezza.
La prima liberazione è dall’inciampo per l’altro, per i “piccoli” (v.42). La mia vita cristiana avvicina o allontana, appassiona o disgusta, incuriosisce o incupisce quelli che mi sono vicini? I miei famigliari, i miei colleghi, i miei compagni di classe, il mio moroso, i miei parrocchiani (!) che idea hanno del mio rapporto con il Risorto? Domande pungenti, lo so. Ma la Parola ci interpella e ci mette a nudo.
La seconda liberazione – non certo per importanza! – è per me, per levare quegli inciampi che mi fanno rallentare, cadere e magari mettere in discussione il cammino e la meta. Questa liberazione non procede a colpi di macete, ma con il soffio dello Spirito. La mano da tagliare è quella del nostro desiderio di possesso e di conquista, il piede da mozzare è quello che ci allontanano dai passi di Gesù, l’occhio da cavare è quello che desidera e cerca lontano dalla logica del Vangelo.
Coraggio, cari amici! Le nostre mani siano schiodate dal desiderio del possesso e aperte nel dono come quelle del Crocifisso, i nostri piedi cerchino le orme del Risorto per imboccare sentieri di speranza, i nostri occhi siano infuocati dal desiderio del Suo Volto.

Buona settimana

don Roberto
robertoseregni@libero.it

N.B. Su www.oratoriotirano.wordpress.com trovate gli aggiornamenti dei "Ritagli dello Spirito". Questa settimana vi propongo la lettera sulla preghiera di Bruno Forte, la terza parte del testo di padre Fausti e una bella preghiera di Lebret.



 



A V V I S O 21/09/2009

Sono aperte le iscrizioni ai corsi di prima comunione, cresima e prematrimoniale.

Gli interessati possono rivolgersi agli incaricati dei vari gruppi presenti in Parrocchia nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 17.00 alle 19.00.




IL VANGELO DI DOMENICA 20 SETTEMBRE - XXV DEL TEMPO ORDINARIO 19/09/2009

Mc 9,30-37
Il Figlio dell’uomo viene consegnato… Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

Parola del Signore

Omelia
Eremo San Biagio


Dalla Parola del giorno
“Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti.”

Come vivere questa Parola?
È un linguaggio controcorrente quello di Gesù nel vangelo odierno.
La croce, che ci ha invitati a prendere e a seguirlo (vangelo di domenica scorsa) non è solo la sofferenza e la morte che comunque prima o poi arriva, ma è uno stile di vita che oggi ci invita a ‘scegliere’ ciascuno di noi in prima persona quello del servizio e del dono completamente in perdita.
In un mondo che fin dall'adolescienza ci educa ad essere ‘premier’-primi per avere un posto di prestigio e di potere..., la parola di Gesù è un paradosso! Solo gli ingenui e gli ‘idioti’ possono intenderla!
Eppure la parola di Gesù è esplicita "Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti".
Di più! Il padrone stesso si faccia ‘volontariamente il servitore di tutti’!
Questa è una rivoluzione! Ma attenzione una rivoluzione da fare all'interno dell'uomo un cambiamento del cuore.. la rinuncia a dominare gli altri, asservendoli ai propri bisogni. Secondo il vangelo di Gesù primi si può essere solo nel servizio, nel dono di sé, nel gesto d’amore…
Gesù prende un bambino e lo pone in mezzo ecco il bambino è l'emblema della minorità, della secondità, della debolezza. Il bambino non ha nulla da darti, chiede solo che tu lo ami, che tu lo serva… “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me”. Che non ci capiti, per la mania da ‘premier’ che spesso ci prende, di non accogliere Gesù nel povero che stende la mano, nel malato che attende un sorriso, nel depresso che cerca una mano amica. Facciamoci servi dei servi, forse potremo avere la fortuna di incontrare il Servo Gesù!
Nel mio rientro al cuore di oggi, chiedo allo Spirito Santo di illuminare gli angoli bui della mia coscienza, dove si annidano pensieri e sentimenti di potere, di vanagloria, di competitività.

Vieni Spirito purificatore, ridammi ogni giorno la consapevolezza della mia piccolezza e la gioia di poterla mettere a servizio del Regno dei cieli.

La voce di un grande testimone
Tutta la vita dell'uomo in altro non consiste che nel gettare via tutto, nello spogliarsi di tutto e di sé, per essere “preda” di Dio in Cristo, sicché l'uomo non abbia nel mondo più nome, più famiglia, più patria, non professione o ricchezza o sapienza o bontà – più nulla.
Divo Barsotti


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