PARROCCHIA SAN GIOVANNI BATTISTA
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FESTA DEL SACERDOZIO. 03/04/2013

La lettera della comunità letta in occasione della festa del sacerdozio.

Caro Padre Salvatore,
nel ricordo dell’istituzione dell’Eucarestia, non possiamo non soffermarci, come credenti laici e laici impegnati, su cosa significhi essere sacerdoti al giorno d’oggi.
E’ proprio questo il momento di riflettere sulle nostre convinzioni e rinnovarle.
Con il mistero dell’Eucarestia, infatti, ci viene assicurata la presenza reale di Gesù in mezzo a noi. Dello stesso Gesù Signore morto crocefisso e risuscitato per la nostra salvezza. A continuare nei secoli questo “memoriale” a garantire il rinnovarsi di questo grande mistero nella semplicità del pane e del vino, che diventano corpo e sangue di Gesù, Dio sceglie per noi i sacerdoti “ad immagine di Cristo, sommo ed eterno Sacerdote”.
Con il mistero dell’Eucarestia nasce inoltre il sentimento della carità, dalla quale i sacerdoti sono guidati per essere modello per tutti, ponendo la propria vita al servizio dei fratelli. All’interno della Comunità, infatti, mettersi al servizio del prossimo, specie dei più poveri e bisognosi, è il compito a cui ciascuno è stato chiamato, allontanando ogni inutile esercizio del potere, come Papa Francesco continuamente ripete in questi primi momenti di pontificato.
Non nascondiamoci che il compito dei preti, che accettano l’invito del Padre a investire tutta la propria vita al servizio degli altri nel particolare impegno dell’evangelizzazione, specie in questi anni, non è facile. Da tutte queste riflessioni nasce il ringraziamento ai nostri sacerdoti, e in primis al nostro parroco per il suo particolare impegno, e il ringraziamento a Dio per averlo donato alla nostra Comunità parrocchiale. Ma, secondo me, non c’è migliore ringraziamento di quello di assicurargli il nostro aiuto materiale e spirituale, la nostra collaborazione e la preghiera personale e comunitaria.
La nostra preghiera, inoltre, permette allo Spirito Santo di bussare al cuore di tanti giovani per invitarli alla missione sacerdotale. Le vocazioni rappresentano la massima espressione della Comunità cristiana. Proprio in questi momenti di confusione sociale sentiamo sempre più il bisogno di avere nuovi sacerdoti che, con la propria vita al servizio dei più deboli, guidino noi, popolo di Dio, all’incontro con il Padre sulla strada tracciata dal corpo e dal sangue di Cristo, strada di misericordia e di carità.
Ed è per questo motivo che ai giovani, in modo particolare, mi sento di rivolgere un caldo invito, da padre e da cristiano, a non trascurare questa voce che parla ai loro cuori a non soffocare nel dimenticatoio del frastuono del mondo contemporaneo, questa richiesta che viene direttamente da Dio. Ma l’impegno non deve, ovviamente, essere solo dei sacerdoti. Tocca anche a noi essere attori protagonisti del rinnovamento della Chiesa. Lo Spirito Santo ha scelto Papa Francesco alla guida di questo risveglio e sentiamo il dovere di non sottrarci agli inviti che continuamente ci vengono rivolti invito all’accoglienza, alla misericordia, alla passione verso i più deboli.
Caro padre Salvatore, caro Antonio, caro Emanuele,
c’è un detto indiano che dice “ci sono mille soli al di là delle nuvole”. I mille soli sono i volti di Cristo, di Papa Francesco, di voi Sacerdoti, delle persone straordinarie che si incontrano sul cammino della vita, dei piccoli individui che dedicano il loro tempo e le loro energie agli altri, senza chiedere nulla se non un sorriso i mille soli sono, dunque, i volti dell’amore, della generosità, dell’altruismo, della speranza.
“Non fatevi rubare la speranza”. Così ci esorta papa Francesco proprio in questi anni in cui la Società laica ci spinge ad un intransigente individualismo, a chiudere i nostri cuori con le porte della paura e dell’indifferenza. Proprio oggi, dunque, dobbiamo reagire riscoprendo tutti i migliori valori umani e spirituali.
Caro padre Salvatore,
è questo il momento di rimboccarsi ancora di più le maniche, di impegnarsi per gli altri chiedendo continuamente a Dio, come singoli e come Comunità, la forza dello Spirito Santo, con l’intercessione della nostra mamma Maria, Madre della Chiesa.
Penso che ognuno debba rispondere secondo le proprie possibilità, sia nella propria realtà quotidiana, sia mettendosi al servizio del parroco e dei sacerdoti, attraverso le varie espressioni Associative presenti in Parrocchia, per la riscoperta dei valori autentici come la famiglia, la solidarietà e il bene comune.
Dobbiamo dunque essere anche noi, assieme ai sacerdoti, mediatori visibili del Dio invisibile mediatori della Sua Misericordia e della Sua Grazia. Questa mediazione deve necessariamente essere operata grazie alla forza dell’amore. E se, come diceva sant’Agostino, “La misura dell’amore è amare senza misura”, il nostro amore non sia affatto moderato, avaro, povero, ma sia libero, generoso, senza limiti.
Auguri, auguri sinceri dalla tua comunità parrocchiale.

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