PARROCCHIA SAN GIOVANNI BATTISTA
PARROCCHIA
COMUNITA'
ATTIVITA'
FOTO
GUESTBOOK
EVENTI E NEWS
SCRIVICI
AREA RISERVATA




APPUNTAMENTI SETTIMANALI

 Domenica 
(VALE ANCHE PER I FESTIVI)
S.S. Messa
ore 9:00 - 10:30 - 12:00 - 18:30.

 Lunedì 
S.S. Messa: ore 18:30

 Martedì 
S.S. Messa: ore 18:30

 Mercoledì 
S.S. Messa: ore 18:30

 Giovedì 
S.S. Messa: ore 19:00 a seguire Scuola di preghiera con Gesù eucarestia : ore 20:00

 Venerdì 
S.S. Messa: ore 18:30

 Sabato 
(VALE ANCHE PER I PREFESTIVI)
S.S. Messa: 18:30
- COMUNITA' -


SCEGLI IL MENU' TRA QUELLI DISPONIBILI

AZIONE CATTOLICA RAGAZZI - A.C.R. CATECHESI DEL MARTEDÌ. CENTRO CARITAS "MADRE TERESA DI CALCUTTA"
CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE DON GENNARINO SALZANO DE LUNA - UNA VITA PER CRISTO I DIACONI
I MINISTRI STRAORDINARI DELL'EUCARESTIA IL GRUPPO MISSIONARIO D'AFRICA IL GRUPPO SAN VINCENZO DE PAOLI
IL PARROCO LE CATECHISTE LE SUORE DISCEPOLE DI GESÙ EUCARISTICO


CATECHESI DEL MARTEDÌ. 09/10/2010

Dal gruppo "Quelli della Parrocchia di San Giovanni Battista"

Commenti di SuSy Papa


Argomento CATECHESI COMUNITARIA (messaggio evangelico, riflessioni e considerazioni personali)

MARTEDI 21SETTEMBRE 2010
Dal vangelo di Mc 10,46-52
Riflessioni
Il cieco ascolta una notizia c’è Gesù Nazareno! Seduto lungo la strada a mendicare, quest’uomo viene a conoscere qualcosa che cambierà totalmente la sua vita. È cieco ma non sordo, ed è questa una caratteristica che a noi dice una cosa molto importante la fede nasce dall’ascolto! Essere cieco è una condizione terribile, sia dal punto di vista fisico, sia da quello spirituale, ma essere sordo è molto peggio. Dal punto di vista umano, il sordomuto è una persona che vive in un suo mondo ovattato, che non può conoscere i rumori della vita, mentre il cieco ha maggiore capacità di relazionalità e, spesso, riesce ad esprimersi ed integrarsi nel vissuto quotidiano molto meglio di un sordomuto, arrivando anche a forme artistiche elevate (basti pensare a Ray Charles e Stevie Wonder nel campo della musica blues, Bocelli in quella lirica).
Sotto l’aspetto spirituale, il cieco è capace di ascoltare la Buona Notizia, mentre il sordo no. Questo ci fa pensare che, se è vero che la condizione di sordità è peggiore della cecità, è pur vero che peggiore di tutti è l’indifferenza, l’apatia spirituale, la non-voglia di cambiare.
ALLA PROSSIMA CATECHESI

Argomento II APPUNTAMENTO CATECHESI COMUNITARIA 28\09\2010

DAL VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA SECONDO ZINGARELLI
significato di
DESACRALIZZARE ridurre un tempio , una persona o una cosa alla condizione profana
DECRISTIANIZZAZIONE estirpazione più o meno violenta della religione cristiana dalla società.
CONSIDERAZIONE PERSONALEIl profano è il regno dell 'esperienza comune,della vita quotidiana , dell ' attività economica e del lavoro quindi del limite.Mentre il sacro è potenza e forza che dà sostegno sicurezza e stabilità a tutto quello che è feriale.

Note Non tutti i marxisti sono atei , per i motivi della caduta dell'impero romano vi rimando ai libri di storia.
Alla prossima catechesi. Ci affidiamo a Dio.

Argomento III CATECHESI DEL 05\10\2010 appunti e considerazioni personali

La secolarizzazione della Chiesa è legata alla perdita del vero obiettivo della chiesa stessa,attraverso una chiesa secolarizzata sono soprattutto soddisfatti i cosiddetti sentimenti religiosi degli uomini nulla più!! La religione parla di un Dio impersonale che abita nei cieli e dirige il mondo da lassù. L ' uomo attraverso i riti pare voglia placare Dio e stabilire una comunicazione con lui ma è una comunicazione immatura spiritualmente perchè non tende ad una vera comunione con Dio stesso e con gli uomini .
Una chiesa secolarizzata viene notata per le sue belle "cerimonie" ma trascura tutta la ricchezza che io definisco ascetica e terapeutica che possiede.
Sapere che siamo ad oggi un 7.ooo.ooo di esseri umani su questa terra mi fa sentire meno sola, ma non mi conforta , suddividendo le popolazioni secondo il proprio credo sentirmi forse parte di un piccolissimo quadrato che dovrebbe rappresentare il sale, il lievito e la luce fra le genti Non solo non conforta ma spaventa. Sale nei cibi , il lievito nella pasta , la luce in una stanza parti indispensabili di un tutto. Per insaporire qualcosa bisogna che il sale sia efficace e al punto giusto nè poco nè assai . Ho scoperto che essere sale di noi stessi sia il segreto. Sappiamo quando aumentare e quando diminuire la dose .Essere sale di noi stessi per poi poterlo essere per gli altri in tutti i sensi. L’importante che il piatto sia di gradimento agli altri, a noi stessi e aumenti la voglia di cucinare sempre cose nuove migliorando le dosi per il miglior sapore. Noi comunità non possiamo ripiegare in ritirata su un passato "non vissuto" per farne un alibi per il disinpegno nel presente ma come un'identità in fermentazione lievitata che vuole crescere giorno dopo giorno.
Per non dilungarmi troppo creo due appendici successive per due argomenti che spero siano motivo di discussione. Alla prossima Sperem

Appendice alla II Catechesi
IL SIGNORE DA' E IL SIGNORE TOGLIE SIA BENEDETTO IL SIGNORE


L'espressione di Giobbe sopra riportata è stata il mio tormentone della settimana , al punto di pensare di lasciare il percorso di catechesi perchè presentata con toni forti ed esasperati dal ns.Nino , al quale vanno gli auguri di pronta guarigione,e un invito a dosare bene il sale perchè il troppo non solo rovina la minestra ma anche la salute alzando la pressione e il colesterolo eheheh.
Giobbe nella sua espressione credo volesse intendere semplicemente che tutto quello che abbiamo appartiene a Dio .Certamente la perdita , il distacco in tutti i sensi genera dolore e sofferenza , sentimenti umani direi.GUAI a soffocarli!!!! E'anche vero che il dolore, per chi ha maturato una certa consapevolezza può essere vissuto con serenità d'animo , accettazione. dignità e compostezza ma non certo con gioiosa esultanza visto che seppur considero la morte l'altra faccia della medaglia chiamata anch'essa Vita E' ANCORA MISTERO PER TUTTI NOI fino al giorno in cui la incontreremo personalmente per ora Dio ci ha dato da godere di questa VITA


Appendice alla III catechesi MORIRE A NOI STESSI

Morire a noi stessi espressione utilizzata dal ns don in quest'ultima catechesi.IE' un' espressione a volte fraintesa tante volte esasperata spesso non compresa eppure potrebbe aiutarci a vivere meglio.Se vogliamo vivere bene dobbiamo imparare dal ns corpo che ogni giorno si libera di decine di miliardi di cellule morte per rimpiazzarle con quelle nuove , perchè è solo cosi che possiamo vivere.O come gli alberi che di questi tempi ogni anno "accettano" di perdere tutte le foglie .Certo non è facile perdere qualcosa di sè , ma restare attaccati alle "foglie morte" significa accellerare la morte vera , o morire dentro prima che arrivi la morte vera.Forse saper morire un pò durante la vita può aiutarci ad arrivare più leggeri e appagati al momento finale e, visto che tutti aspiriamo alla santità magari con serenità di spirito definirla come San Francesco "sorella morte" Di certo non "zomperemo" di gioia nè noi nè i ns.amici perchè sarebbe esaltazione mentale che è ben altra cosa.

IV catechesi martedi 12 ottobre 2010 Appunti ed elaborazioni personali

Con la catechesi di questa settimana pare si siano gettate le fondamenta per la costruzione dell'edificio, per arrivare al cosiddetto Kerygma. La domanda fondamentale per l'appunto è stata chiederci "chi è Dio". Dopo un breve silenzio qualcuno ha abbozzato l'idea di Dio nella propria vita.
E' stato con dolcezza disarmante che don Mimmo ha affermato che Dio è Amore, Dio è storia che agisce nella storia di ogni persona, che tutta la ns. vita è parte dell'amore di Dio.
Per questo siamo in cammino per essere cristiani, la maggior parte della gente non lo sa perchè ciechi della propria storia.
Ci sono state poi riproposte le storie di Giobbe di come Dio sia intervenuto nella sua vita, di Abramo e di come Dio abbia suscitato in lui la fede, e infine di San Paolo che non avrebbe mai potuto parlare di Cristo senza ripercorrere la sua personale storia umana.
In realtà chi entra a pieno nella vita, che è quella che ci è stata donata da Dio, incontra Dio. Chi l'affronta con coraggio, con passione, con l'abbandono, chi non ripiega ma chi cambia ciò che può cambiare, perchè abbiamo anche questa possibilità, incontrerà certamente la mano di Dio nella sua storia.

V incontro - catechesi martedi' 20/10/2010 appunti ed elaborazioni personali
Forse con la catechesi di questo martedì abbiamo scoperto che viviamo senza interrogarci sul senso della Vita? Che la realtà di ogni uomo è che siamo destinati alla morte? Pare proprio che dobbiamo prendere lezioni dal catechismo olandese per comprendere che il cristianesimo è la risposta alla realtà dell’uomo .
Ci alziamo al mattino , facciamo colazione, andiamo a lavoro, pranziamo , vediamo la televisione , ceniamo torniamo a letto magari qualche sera si va fuori , allo stadio , al cinema , in vacanza questo come lo chiamiamo? Ammazzare il tempo? Personalmente se tutto le azioni sopra descritte mi consentono di intrecciare relazioni umane , riuscire a star bene con me stessa e con gli altri fare tutto con passione vivendo pienamente ogni istante tra gli alti e i bassi che la vita propone per me questa vita ha un senso, del che ne dica il banco di prova di questa catechesi. AMA E FA CIO’ CHE VUOI DICEVA SANT’AGOSTINO.
E ora mi rivolgo a te che leggi e a me che scrivo
- ti ami?
- ti rispetti?
- ti concedi qualcosa di buono senza sensi di colpa?
- sai regalarti momenti di puro relax senza pensare a quello che lasci in sospeso?
- ti lasci amare da chi ti ama?
- ti lasci trovare?
- progetti con fiducia il tuo futuro?
Se abbiamo risposto no anche solo ad una di questa domande significa che non ci sappiamo amare NON STIAMO DANDO UN SENSO A CIO’ CHE SIAMO E A CIO’ CHE FACCIAMO.
Sant'Agostino non intende soltanto che dobbiamo diventare figli di Dio con le carte in regola ma che noi possiamo riscoprire la meraviglia che siamo e ciò che possiamo realizzare.
Se solo alzassimo la testa dalla nostra quotidiana miseria, ci si allargherebbero gli spazi e il nostro mondo si schiuderebbe.
Diventeremo ciò che siamo , è proprio questo scoprire che siamo oggetto d'amore per Dio, per chi ci ama e ci incontra.
Ma finchè non ci ameremo per quello che siamo non lo scopriremo mai , e continueremo a girare in tondo limitando la nostra vita ad un'esecuzione di atti, regole, doveri e sogni vuoti.

Domani potremmo non essere più qui su questa terra.

 

© 2007 :: Comunità Parrocchiale S. Giovanni Battista - Via Chiesa, 6 - 80145 NAPOLI :: Tutti i diritti riservati   ::   Visite: 510471

HOME PAGE DOWNLOAD CHAT GIORNALINO DOVE SIAMO SCRIVICI